Domenicale del 30 ottobre 2011

Ottobre 30th, 2011

croce-03.jpg   1 Allora Gesù si rivolse alle folle e ai suoi discepoli dicendo: 2 “Sulla cattedra di Mosè si sono assisi gli scribi e i farisei. 3 Fate e osservate ciò che vi dicono, ma non quello che fanno. Poiché dicono ma non fanno. 4 Legano infatti pesi opprimenti, difficili a portarsi, e li impongono sulle spalle degli uomini; ma essi non li vogliono muovere neppure con un dito. 5 Fanno tutto per essere visti dagli uomini. Infatti fanno sempre più larghe le loro filatterie e più lunghe le frange; 6 amano essere salutati nelle piazze ed essere chiamati dalla gente Rabbì”. 8 “Ma voi non vi fate chiamare rabbì, perché uno solo è fra voi il Maestro e tutti voi siete fratelli. 9 Nessuno chiamerete sulla terra vostro padre, poiché uno solo è il vostro padre, quello celeste. 10 Non vi farete chiamare precettori, poiché uno solo è il vostro precettore, il Cristo. 11 Chi è il maggiore fra voi sarà vostro servitore. 12 Chi si esalterà sarà umiliato, e chi si umilierà sarà esaltato”.

x

*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

x

sede-del-potere.gif    A volte l’attualità delle parole del Vangelo può risultare sconcertante anche per un cristiano, figuriamoci per un non-credente.Quali parole potrebbero essere più indicate di quelle pronunciate da Gesù per descrivere un aspetto della presente e pesante crisi economica mondiale?

In molti paesi, inclusa l’Italia, ci sono centurie di politici la cui azione è tesa a mettersi in vista, ad acquisire potere e privilegi, più che a cercare di risolvere al meglio una congiuntura così sfavorevole. Una situazione che al momento comporta gravi disagi (soprattutto per i più deboli ed esposti) e che, se le cose dovessero continuare ad andare per l’attuale verso, potrebbe portare a disastri d’ogni tipo: dalla riduzione alla miseria di intere popolazioni (in aggiunta a quelle che già ne sono vittime), a sommovimenti, rivoluzioni, guerre…

Insomma, un processo degenerativo in grado di mettere in forse la  stessa sopravvivenza della società civile, almeno com’è attualmente intesa.

Legano infatti pesi opprimenti, difficili a portarsi, e li impongono sulle spalle degli uomini; ma essi non li vogliono muovere neppure con un dito

E così accade che si aumentano le tasse, si tagliano retribuzioni, pensioni e previdenza (sacrifici pur necessari, se non si vuole affondare senza rimedio, intendiamoci) ma non si rinuncia, da parte della cosiddetta Classe Dirigente, a godere dei tanti privilegi di casta: non si riducono gli stipendi e i benefit di deputati e senatori, non si sopprimono enti inutili alla gente ma molto redditizi per la burocrazia, non ci si priva neanche (notizie di ieri) delle Maserati di servizio. 

Ma ricordino molto bene che, alla fine:  

Chi si esalterà sarà umiliato, e chi si umilierà sarà esaltato”.

 

 Don Maurice Taviani, parroco di S. Maria alla Fonte