Secondo me (24) - Altro che corno rosso e ferro di cavallo!
Gennaio 31st, 2012
Valerio Vairo
Valerio Vairo
i MayaLettiDonella Arte degli Eventi e Patrizio Pacioni Writing & Entertainment hanno ideato e promuovono Maya-Letti, concorso letterario aperto alla partecipazione di circoli, associazioni, scuole, club, ritrovi, biblioteche.
(“Il tempo distrugge solo le cose costruite senza tempo”)
alla distruttiva attrazione del niente preferiamo contrapporre la rassicurante magia della creazione e della fantasia.
per scaricare il bando del concorso, cliccare qui:
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Cristina Canali
Di musica ne è stata “prodotta”, cantata e suonata tanta, note e note (ma non sono solo 7?) che si sono andate ad accumulare nel corso dei secoli e in ogni angolo del mondo.
Di argomenti da trattare in un talk-show o in una serie di interviste, coi tempi che corrono, tra crisi economica, terremoti, catastrofi, omicidi d’ogni tipo, c’è solo l’imbarazzodella scelta, eppure…
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… eppure mettere insieme musica & parole in una trasmissione radiofonica non risulta poi così semplice come potrebbe apparire a primo acchito.
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Andrea Collalto è uno che queste cose le sa fare praticamente da sempre, e ieri pomeriggio, nella trasmissione Container, nel lungo dialogo tenuto con Patrizio Pacioni (che pure è uno che che non si tira mai indietro, quando si tratta di “ragionare” in pubblico) ne ha dato l’ennesima dimostrazione: col pretesto del decollo della Maya-Lata, la i due hanno trattato -tra il serio e il faceto- di una infinità di argomenti.
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Patrizio ha sottolineato l’assoluta originalità dell’evento messo in cantiere con la “complicità” di Donella Serafini (cretarice e anima di Donella Arte degli Eventi), sulle finalità del progetto, sulle potenzialità aggregative di un qualcosa “nato per gioco” ma destinato, con ogni probabilità, a diventare una delle più serie iniziative di promozione culturale ad ampio spettro di questo per molti versi problematico 2012.
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Incalzato dalle domande del radio-speaker ha faticato un po’ a mantenere tirata la tenda che ancora nasconde le tante sorprese che la Maya-Lata riserverà a chi avrà il coraggio e la costanza di intraprendere un viaggio che si protrarrà per tutto l’anno, culminando in un grandioso evento finale, ma ha trasmesso con grande efficacia lo straordinario interesse che, in Rete e fuori, si è già riusciti a suscitare con un’appropriata campagna di lancio.

Chi non avesse ancora ascoltato questa interessantissima intervista potrà ancora farlo sintonizzandosi sulle freuenze dell’emittante vicentina Radio Container o, semplicemente, cliccando sul link
alle ore 16,30 e 22,30 di oggi e alle ore 5,30 di domani mattina. Sì esatto, all’alba, per i paesi del Nuovo Mondo, ex Maya compresi, e allora?
Amici e simpatizzanti della Maya-Lata, o semplici curiosi, non esitate: vi assicuro che ne vale davvero la pena.
Cristina Canali
Il primo commento che viene alla mente è: “E sì che siamo solo all’inizio!”
ma chi si sarebbe mai aspettato che subito, al primo giorno, la mamma della Maya-Lata Donella Serafini, creatrice e ispiratrice di quella “macchina dei sogni” che da tempo si identifica con il marchio Donella Arte degli Eventi, finisse addirittura in prima pagina sul Giornale di Reggio?
“Tutto qui?” chiederà qualcuno.
“Perché, non è più che abbastanza?” potrei rispondere tranquillamente io, chiudendo questo post.
Solo che non è per niente “tutto qui”.
Perché l’altro genitore della Maya-Lata, il suo papà, si potrebbe dire, si chiama Patrizio Pacioni e non è certo uno che ami restarsene con le mani in mano.
Ma
CCosì ieri stesso, ma in serata, arriva la notizia che domani pomeriggio, sabato 28 gennaio, nell’ambito della trasmissione di musica e intrattenimento “Container”, in onda a partire dalle ore 16, il creatore dell’avatar letterario del commissario Cardona e del magico-mefitico mondo di Monteselva, concederà una lunga e corposa intervista ad Andrea Collalto, attivissimo we-radio-speaker vicentino che, grazia alle opportunuità offerte dal web sta diffudfendo la sua filosofia di far radio in ambiti molto più estesi di quanto non consentirebbero i vecchi e ormai obsoleti trasmettitori tradizionali.
Per ascoltare per intero e in pieno confort l’intervista, sarà infatti sufficiente cliccare sul link www.andreacollalto.com. E allora?E allora buon ascolto e … buona Maya-Lata, naturalmente! (ma andateci piano!)
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Diana De Rossi per T.R.F.
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P.S.
Consentitemi, per chiudere, un riferimento “dotto” per coloro che, leggendo la parola Maya-Lata, potrebbero essersi fatta un’idea malsana circa la natura di questa innovativa (se non rivoluzionaria) iniziativa.
L’esposizione è di un illustre latinista residente proprio nella nostra città:
Trattasi di parola composta dal prefisso Maya (sulla cui natura e origine non stiamo qui a indulgere e a tediare la vostra certamente vivace intelligenza) e il suffisso “Lata”, neutro plurale della parola
latus, lată, latum - aggettivo
agg. I cl.|adj. I cl.|adj. I cl.
largo (agg.)
ampio (agg.)1 largo, ampio, spazioso, esteso
2 (trasl.) tronfio, fiero, impettito
3 (detto dello stile) copioso, abbondante, ricco, ampio
Un’adeguata interpretazione potrebbe dunque essere: “egregie e ampie visioni sul mondo e sulla civiltà dei Maya”
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Professor Aoristo Accornero - docente presso il liceo Virgilio di Monteselva
Istruzioni per l’uso sul più chiacchierato evento del 2012
Nell’intento di arrivare al fatale appuntamento (autentico o taroccato che sia) per quanto possibile preparati (o almeno rilassati)
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Donella Arte degli Eventi
&
Patrizio Pacioni Writing & Entertainment
Maya-Lata è un evento democratico e federale, marchio che assumerà consistenza e valore col trascorrere dei giorni e della settimana, assieme a tutti gli altri marchi dei concorsi che promuoveremo. Questi concorsi sono gratuiti e aperti alla partecipazione di circoli, associazioni, scuole, club, biblioteche e ritrovi.
Tutti gli aderenti potranno collaborare attraverso la creazione di tappe intermedie d’avvicinamento, eventi decentrati organizzati in autonomia dagli alleati locali, che rappresenteranno -di volta in volta- semplici selezioni dei pretendenti alla finale di dicembre.
Seguite le notizie che verranno date giornalmente sui siti:
www.donellaeventi.com e www.patriziopacioni.it e
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P.S. (che sta sia per “Post Scriptum” che per “Polizia di Stato“)
Ah, badate bene: non è un consiglio, è un ordine!
Commissario Leonardo Cardona
Venerdì scorso è andata in onda una puntata estemporanea di Storie maledette, la (solitamente) interessante trasmissione a metà tra cronaca nera e di costume ideata e condotta dall’inossidabile Franca Leosini.
La storia maledetta di questa puntata era quella di Paola C., 23 anni, studentessa all’università
L’intervista condotta con la consueta professionalità e profondità della Leosini aveva come interlocutore proprio Soter Mulè, un ingegnere e fotografo romano di 42 anni esperto di bondage e discipline affini, che avrebbe stretto la corda e praticato i nodi con il consenso delle due ragazze dopo una serata allegramente trascorsa, sembra, a ingurgitare alcool e a ”fumare”.
Fin qui tutto bene, ma…
Ma la ricerca di audience a tutti i costi, in questo caso, ha fatto letteralmente deragliare la trasmissione dai binari del buongusto e del buon senso: l’intervista,infatti, è risultata inframmezzata da spezzoni in cui un barbuto e accigliato ”maestro” di bondage infagottava per bene la sua avvenente partner, in un’atmosfera sensuale e maliziosa che (di sicuro) non risultava intonata né con il dramma scaturente dalla tristissima vicenda e della vicenda né con la pur più volte sottolineata “pericolosità” di certe pratiche estreme.
Anzi, per dirla proprio tutta, vi confesso che, a un certo punto, l’idea di farmi legare anch’io, prima o poi, mi ha persino intrigato, turbato e tentato un po’…
Se lo scopo che si voleva raggiungere era questo, beh!, che dire, signora Franca?
Complimenti per la trasmissione!
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Vedi anche precedente post http://www.patriziopacioni.com/cardona/2011/09/13/lindisponente-47-mastro-cordaio-e-la-colpa-troppo-grave/ sullo stesso argomento.
“Quando viene il tempo di raccogliere le nocciole, bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a battere gli alberi, per farle venire giù” diceva la mia dolce quanto saggia nonnina Casimira.
E questo detto debbono conoscerlo molto bene anche i vertici e gli uffici marketing della RAI che, quando arriva gennaio, cominciano a martellare radioascoltatori e telespettatri ocon una serie impressionante di spot.
Solo che quest’anno non era mica facile, trovare “punti forti” coi quali stimolare un pubblico sempre più deluso dalla c.d. Emittente di Stato.
Cosa potevano far vedere?
Ampex (o è meglio dire ampLex?) dell’Isola dei Famosi?
Spezzoni di una puntata di CentoVetrine (o è meglio dire CentoLatrine)?
Una sconquassata edizione del TG1 di Minzoliniana memoria?
No, i funzionari Rai saranno storditi sì, ma solo fino a un certo punto e -comunque- non autolesionisti.
Meglio andare sul sicuro.
Dunque, per sostenere l’invito al rinnovo dell’abbonamento ecco che vengono messi in onda gli ultimi momenti felici della Rai:
prima l’indimenticabile cronaca del primo allunaggio, con i sapidi dialoghi (lunari, appunto) tra Ruggero Orlando e Tito Stagno.
poi la recentissima vittoria ai Campionati del Mondo (quella dell’82, non quella del 2006, dove si avvertiva già -e fin troppo!- l’agguerrita concorrenza di Sky!).
La RAI, di tutto e di più.