Gossip in città con “Monteselva 2000″

Luglio 11th, 2010

amanda-morlupo_thumbnail.jpg    Rieccola qui, l’Amanda Morlupo.

Sì, la sottoscritta, la zitella. Mi conoscete tutti, no? Ho da poco girato  la boa dei quaranta, e di mestiere faccio la sarta. Davanti alla vetrina del mio  negozio, che si affaccia su Piazza del Duomo, sfila tutto il paese. 

Soprattutto la domenica mattina, prima e dopo la messa.

Soprattutto i membri della “Monteselva bene”, che il Bene non sanno nemmeno dove stia di casa.

In un  luogo che si nutre di pettegolezzi, il mio negozio raccoglie le  notizie in tempo reale, tanto che il corrispondente locale della Gazzetta  Piacentina, quel Vairo, ogni tanto fa finta di passare per caso di qua e mi viene a trovare, tentando puntualmente di estorcermi qualche indiscrezione, magari  completa di nomi e cognomi.

Io però niente, non ci cado, perché sono tendenzialmente una persona riservata, direi quasi una tomba: chi è viene da me per farsi confezionare un vestito, sa di potersi confidare senza timore che i suoi segreti diventino di dominio pubblico.

Almeno così è stato fino a oggi, ma d’ora in poi si cambierà registro.

Sì, basta, mi sono stufata di tenere tutto dentro    (“Che non ti fa  neanche bene” diceva la nonna), dunque -di punto in bianco- ho deciso di spifferare a destra e a manca le chiacchiere più stuzzicanti e golose di Monteselva!

Senza cedere alle lusinghe di quel marpione della Gazzetta, però, sia ben chiaro: voglio restare indipendente, io: solo così potrò dire esattamente ciò che penso, senza subire condizionamenti. Dunque sarà proprio attraverso questo blog che, periodicamente, vi comunicherò le notizie più pruriginose di cui verrò a conoscenza nel mio privilegiato posto d’osservazione, vale a dire la mia bottega.

Perderò clienti per questo motivo? La gente smetterà di confidarsi o di parlare alle spalle degli altri insieme a me ?

Forse sì, forse no, ma ormai ho capito che nella vita non ci stanno solo lavoro e correttezza morale, bisogna anche sapersi realizzare esprimendo la propria personalità e le proprie tendenze.

Via, siccome siete stati così gentili da starmi a sentire fino ad adesso, ecco per voi il mio primo confetto alle erbe amare sulla Silvana Carussi, meglio conosciuta come “Medium Silva”.

Lo sapoete che già da un bel po’ la “maga” tira avanti una tresca col Giampiero Borghi, detto “il Bomber Rapace”, per via della sua passione per il calcio e per il vizietto di provarci con tutte le donne che gli capitano a tiro?

Andatelo a chiedere alle commesse dei negozi della città, e ne sentirete delle belle!

Quello che mi chiedo è come diavolo faccia un ragazzo giovane e belloccio come lui a farselo tirare per una megera come la Silvana! Mah! Si vede che quelle più di primo pelo ormai non se lo filano più, e allora lui, disperato, sa’è dovuto adattare a mettere le mani (e non solo quelle) sulla prima donna disponibile.

silvana-carussi.jpg      Pare che si incontrino a casa di lei, sapete?, con la scusa di farsi fare qualche “giro” di carte.

Sì, altro che “giro”. Altro che “carte”.

Vista la frequenza dei “consulti” quel poveretto deve avere un destino talmente incasinato che neanche la maga riesce a vederci chiaro. Sarà mica perché… lo fanno al buio? 

Basta, al momento questo è tutto, curiosi indiscreti che non siete altro.

Alla prossima e… venite a trovarmi in negozio, non appena troverete un momento libero: vi isegnerò io per bene come si taglia e si cuce!

La Monteselva di Vasco

Maggio 26th, 2010

gaetano-gargiulo-in-divisa.jpg    Rapporto riservato

Avendo sorpreso un individuo aggirarsi con fare sospetto in piena notte nel centro di Monteselva  Vecchia, armato di un blocco da disegno e di una congrua dotazione di matite, carboncini e altri attrezzi dello stesso genere, provvedevo alla traduzione in questura.

Il fermato declinava le proprie generalità in Vasco Gioachini  di professione studente disegnatore con la specializzazione in fumetti.

Nutrendo forti dubbi sulla veridicità delle sue informazioni provvedevo al dissequestro dei suoi effetti personali e glieli restituivo invitandolo a dar prova delle sue asserzioni, cosa che il V.G. si prestava a fare senza indugio e con grande lena.

Qui di seguito alcuni dei bozzetti  risultanti dalla sua fatica che provvedo -come da regolamento- ad allegare al mio referto e al verbale dell’interrogatorio.

Lascio ai Superiori uffici i valutare se le dichiarazioni rilasciate dal Gioachini siano o meno attendibili e veritiere.

In fede, agente Gaetano Gargiulo

 

 

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Il commissario Leonardo Cardonae  la  giornalista  Diana  De Rossi

 

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Gruppo di famiglia… con Caesar

E voi, cittadini e visitatori di Monteselva? Cosa ne pensate?

Domenicale del 4 aprile 2010

Aprile 4th, 2010

gesu-risorto-bis.jpg    Dal Vangelo di S. Giovanni  20, 1-9 

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.   Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro:

«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.  Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.  Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.xxx       

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risurrezione_piero_della_francesca_2.jpg   La Resurrezione di Cristo rappresenta il Cambiamento per eccellenza: dalla morte alla vita dalle tenebre alla luce, dal peccato alla Grazia di Dio.

Certo, è Pasqua per tutti: per i poveri così come per i ricchi, per sani e malati, per gli umili e i potenti.

Ma è e sarà davvero Pasqua, dentro ogni uomo, nella misura in cui si avrà la disponibilità di cambiare per migliorarci.

Di spogliarsi della vecchia pelle, lisa e sudicia per rivestirsi della nuova, forse scomoda, ma più sana e pulita.  Di rendere ciechi gli occhi perché possano davvero vedere oltre un’immagine riflessa nello specchio;  perché ci si possa accorgere del bisogno di chi si ha accanto e chi si trovi comunque ad attraversare lo stesso cammino di vita, e lo si rispetti anche a scapito del proprio utile;  perché si acquisti, finalmente, la capacità e la sensibilità di percepire che il mondo non comincia e finisce nei confini egoistici in cui l’uomo trova così comodo rifugiarsi ma che, inevitabilmente, finiscono prima o poi per soffocarlo.

Non abbiate paura: solo così sarà una buona Pasqua, un buon Passaggio, un buon Cambiamento.xxx

Don Maurice Taviani - parroco di S. Maria alla Fonte

Monteselva a Milano

Marzo 15th, 2010

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DOMENICA 21 MARZO 2010

(Quinto Romano – Via Chiostergi – Spazio Biblioteca) 

Quest’anno  a Milano la primavera comincia col brivido: alle ore 17, organizzata dall’associazione  Quinto… che legge, prima presentazione meneghina di Seconda B, terzo episodio della saga del commissario Leonardo Cardona, personaggio creato da Patrizio Pacioni. L’autore sarà introdotto da Matteo Malanca.

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locandina-vromano-1.jpg   Una giornata di apparente normalità si trasforma in tragedia per gli allievi della classe II B delle Scuole Elementari di Monteselva.

L’insegnate impazzisce e li sequestra, minacciandoli con un revolver.

Il destino dei piccoli reclusi getta la comunità in un incubo collettivo, che sembra uscito da un film con Al Pacino. Riuscirà il Commissario Cardona a sbrogliare la matassa e trarre in salvo l’intera classe?

In “Seconda B”, l’autore, Patrizio Pacioni, crea un’atmosfera di  suspense che tiene il lettore legato al testo, come in una sceneggiatura di un film poliziesco. Un libro per amanti del genere e non, da leggere tutto d’un fiato!

(Matteo Malanca)

 

 

locandina-vromano-2.jpg    L’evento fa parte della rassegna Alza il volume, organizzata  dal Comune di Milano - Assessorato alla Cultura: tre settimane dedicate alla lettura, alla scrittura, al teatro, all’arte, con la volontà di diffondere l’amore e la passione per il libro in tutta Milano, la capitale italiana dell’editoria. Un’articolata programmazione per una ricca offerta che si agita e cresce su di un palcoscenico urbano di eventi, incontri, scambi culturali, curiosità, discussioni attorno al libro.

Diana De Rossi per T.R.F.

Una serata indimenticabile…

Febbraio 20th, 2010

     Mentre cresce l’attesa in città per il talk show letterario che a inizio marzo sarà condotto da Mariella Fiori, (Presidente dell’associazione culturale Fabbrica delle Storie e delegata della sede di Monteselva del Salotto Letterario), e che vedrà come ospiti alcuni esponenti dell’arte e della cultura locale, prosegue con grande successo l’avventura di Autori in Passarella, ennesimo evento pensato e organizzato da Sandrina Piras.

salotto-autorpass-190210-005-rid.jpg     Ieri sera affollata replica al Teatro Isabella di Torino, presentato con grande brio da Patrizio Pacioni creatore dell’avatar letterario del commissario Leonardo Cardona, nostro illustre concittadino.

salotto-autorpass-190210-011-rid.jpg       In un serrato succedersi di spazi artistici a tutto tondo, davanti a un pubblico attento e partecipe per tutte le due ore e mezza di spettacolo,  si sono alternati sulle tavole del palcoscenico la danza suggestiva ed emotivamente coinvolgente della splendida Etrusca Di Galante e dei suoi allievi e l’intrigante costruzione scenica della Compagnia delle Biglie, creata e diretta dall’autore-regista toscano Inti Nilam.

Neanche la del tutto imprevista irruzione di simpatici esponenti della “goliardia” piemontese (che ancora esiste, evidentemente) ha tolto parole e atmosfere alla presentazione che, con la consueta spigliatezza erudita, Laura Scaramozzino ha fatto dell’autore palermitano Alberto Samonà (autore de “Il padrone di casa“).

Una segnalazione a parte le voci agguerrite e appassionate di due giovanissime cantanti, la diciassettenne Eleonora Failli e la quattordicenne (non è un errore di stampa!) Federica Lasagno: con un coraggio che rasenta l’incoscienza, molto apprezzato da tutti gli spettatori che hanno sottolineato con prolungato applausi le loro esibizioni. Eleonora e Federica si sono misurate con pezzi del repertorio di “tipini” come Whitney Houson e Beyoncé, tanto per intenderci.

Sabato prossimo alle 17, in occasione dell’inaugurazione della nuova “filiale” di Viterbo,  nuovo appuntamento con Autori in passarella, che naturalmente seguiremo per voi da molto, molto vicino…

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Diana De Rossi per T.R.F. 

 

Prossima apertura del BookStop anche a Monteselva

Febbraio 6th, 2010

logo-bookstop.jpg   Proprio così: Marina Brambilla, brillante conduttrice del BookStop Caffè Letterario di Brescia ci ha confermato le indiscrezioni che da tempo circolano in città: un locale con caratteristiche identiche aprirà presto i battenti anche a Monteselva, e più precisamente al numero 12 di via Bellini, nelle immediate adiacenze del centro storico. 

brescia-06022010-007-rid.jpg     Intanto nella sede lombarda continuano a susseguirsi presentazioni ed eventi: oggi pomeriggio Patrizio Pacioni ha condotto la seconda presentazione di Racconti Bonsai, opera prima della scrittrice Laura Berna.

brescia-06022010-006-rid.jpg     Di fronte al pubblico che stipava l’accogliente locale, si è parlato in grande relax  e brio di creatività, di letteratura, di spiritualismo, di stereotipi letterari, di approccio alla lettura e alla scrittura, e di molti altri interessanti argomenti. 

brescia-06022010-022-rid.jpg     Le letture tratte dal libro, curate dall’attrice-scrittrice Bruna Gigliotti (di prossima uscita la sua seconda raccolta di racconti Particole) hanno reso ancora più gradevole e coinvolgente l’appuntamento letterario.

Diana De Rossi per T.R.F.

foto in esclusiva per questo blog: 1) Laura Sberna al centro tra Patrizio Pacioni e Bruna Gigliotti;     2) Una panoramica del BookStop gremito di pubblico;     3) Foto ricordo a fine serata con patrizio Pacioni tra Bruna Gigliotti e Laura Sberna.

Domenicale del 24 gennaio 2010

Gennaio 24th, 2010

croce-29.jpg       Dalla prima lettera di S. Paolo apostolo ai Corinzi  (12, 14-27)

Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: “Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo”, non per questo non farebbe più parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: “Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo”, non per questo non farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: “Non ho bisogno di te”; né la testa ai piedi: “Non ho bisogno di voi”. Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.

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san-paolo.jpg  Parole pensate e scritte duemila anni orsono,  ma quanto mai suggestive e -soprattutto- di un’attualità sconvolgente. Siamo nell’era dei particolarismi, delle specializzazioni, dell’esaltazione di ciò che si pensa e si fa in proprio raffrontata al disprezzo per l’attività degli altri, dell’egoismo che puntualmente chiede sacrifici solo per gli altri, mentre i vantaggi si esigono solo per la propria parte, della globalizzazione malata di un mondo spaccato a metà tra chi ha il superfluo e chi non ha niente.Ma S. Paolo ricorda ai Corinzi e a noi tutti che l’organismo intero (una comunità, una città, una nazione, il mondo, dico io) non può sopravvivere e prosperare se alle singole membra e ai singoli organi non viene riconosciuta pari dignità.Sembra un concetto così semplice, quasi elementare, ma non lo è.Occorre invece, per interiorizzarlo e farlo proprio, una grande disciplina interiore.

Oggi riflettiamo insieme su questo.

   

                         Don Maurice Taviani - parroco di S. Maria alla Fonte

Domenicale del 10 gennaio 2010

Gennaio 10th, 2010

croce-23.jpg         Dal Salmo 103 - Inno a Dio Creatore

Fai scaturire le sorgenti nelle valli  e scorrono tra i monti; ne bevono tutte le bestie selvatiche / e gli onagri estinguono la loro sete. Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo, /cantano tra le fronde.

Dalle tue alte dimore irrighi i monti, con il frutto delle tue opere sazi la terra. Fai crescere il fieno per gli armenti e l’erba al servizio dell’uomo, perché tragga alimento dalla terra: il vino che allieta il cuore dell’uomo; l’olio che fa brillare il suo volto e il pane che sostiene il suo vigore. Si saziano gli alberi del Signore, i cedri del Libano da lui piantati.

Là gli uccelli fanno il loro nido e la cicogna sui cipressi ha la sua casa. Per i camosci sono le alte montagne, le rocce sono rifugio per gli iraci.

Per segnare le stagioni hai fatto la luna e il sole che conosce il suo tramonto. Stendi le tenebre e viene la notte e vagano tutte le bestie della foresta; ruggiscono i leoncelli in cerca di preda e chiedono a Dio il loro cibo. Sorge il sole, si ritirano e si accovacciano nelle tane. Allora l’uomo esce al suo lavoro, per la sua fatica fino a sera.

Quanto sono grandi, Signore, le tue opere!

Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature.

Ecco il mare spazioso e vesto: lì guizzano senza numero animali piccoli e grandi. Lo solcano le navi, il Leviatan che hai plasmato perché in esso si diverta.

Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la mano, si saziano di beni.

Se nascondi il tuo volto, vengono meno, togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.

  

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salmo.jpg      Questo è la magnificenza creata per noi da Dio, con l’intenzione di riservarcela per tutti i suoi figli e per sempre.

Ma gli uomini di cattiva volontà hanno corrotto la natura, adulterandone i frutti, continuano ad accaparrarne le sontuose ricchezze negando il sostentamento a chi non ha niente, si rotolano compi proprio egoismo compiaciuti come maiali nel fango.

Rubano, prevaricano, violentano e uccidono.

Esistono voci diverse,sì, ma devono levarsi in fretta, prima che sia troppo tardi, più decise e più forti. È dono prezioso, ma di difficile gestione, il libero arbitrio: a seconda di come ce ne si serve, può portare alla piena felicità, o alla più totale distruzione.    

Don Maurice Taviani - parroco di S. Maria alla Fonte

Auguri dal Sindaco Tirabassi

Dicembre 31st, 2009

auguri-buon-anno-01.jpg     Cari concittadini, cari forestieri,non sono neanche le otto della sera di S. Silvestro e io sono già brillo.

Perciò questo messaggio augurale lo troverete un po’ diverso da quello che farà Napolitano in tv, un po’ meno formale, non so se mi spiego.

Quest’anno a Monteselva s’è continuato a rapinare a stuprare e a ad ammazzare come se niente fosse, ma ci siamo abituati.

Il bravo commissario Cardona (che Iddio l’abbia in gloria appena gliene capiterà l’occasione)  ha sbattuto in carcere un bel po’ di delinquenti, ma quelli vengono su come la gramigna, e ci vorrebbe il napaln per bruciarli tutti.

Il comune è in deficit, anzi, siamo quasi alla bancarotta, ma con qualche tocco  di “finanza creativa” e un aggiustamento delle cifre, magari anche qualche aumento delle tasse, capace che tiriamo avanti ancora tre o quattro annetti prima che ci commissariano.

Così io finisco il mandato e poi chi se ne fotte.

monteselva-vecchia-rid.jpg   Per quanto mi riguarda, appena finito con questa pagliacciata mi immergerò dalla testa ai piedi nella festa-festino che mi hanno preparato certi amici : caviale, champagne, zampone, cotechino, gutturnio, lambrusco,  e belle gnocche, che quelle non mi devono mancare mai. 

Sfruttando quel poco di lucidità che mi rimane (voi non mi vedete, ma so ancora stare dritto solo su un piede, almeno fino al prossimo bianchino) auguro a tutti voi che avete avuto la disgrazia di nascere da queste parti o soltanto di passarci, un 2010 in cui non riceviate dalla vita e dal prossimo troppe rotture di coglioni. Mi sembra un augurio onesto, no? Mica pretenderete di vincere 100 milioni al superenalotto, poveri illusi…

Ops, cs’è fatto tardi, quindi ciao a tutti,  cercate di non fare casini quando scocca mezzanotte, nei limiti del possibile: dunque occhio coi fuochi d’artificio e le robevecchie buttate giù dalle finestre che poi è compito del sottoscritto prendere a calci l’assessore all’Igiene perché mandi gli spazzini a ripulire questa fogna, e magari mi tocca alzarmi presto pure domattina.

Alessio Tirabassi, Sindaco di Monteselva vostro malgrado   

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ATTENZIONE: la veduta di “Monteselva vecchia” è opera di Annapaola Giacomelli

Invece di farvi un augurio …

Dicembre 25th, 2009

presepe-01.jpg      … vi propongo un bilancio

Niente paura, non è altro che una specie di gioco in cui invito ciascuno di voi a effettuare un piccolo riepilogo mentale di come ha trascorso (e sta ancora trascorrendo) questo Natale 2009.

Non parlo del pranzo, dei dolci, dei regali e delle partite a tombola, che, sia chiaro, non condanno. Anzi: il momento conviviale, lo scambio di doni e momenti di allegro svago condivisi con le persone più care possono costituire a mio avviso un efficace collante, capace di rinsaldare un ambito famigliare sempre più trascurato e negletto.

Ma mi riferisco… al resto.

A domande da porsi e da non lasciare senza risposta. Come:

1)      Ho pensato a ciò che realmente si festeggia oggi?

2)     Sono riuscito a ritagliare in un giorno così pieno quel piccolo spazio di “deserto interiore” necessario per mettersi in colloquio con Dio?

3)     Ho riservato un sorriso e una carezza in più alle persone che amo?

Ma anche e soprattutto:

4)     Qualora le risposte alle prime tre domande fossero tre “no”, mi riprometto adesso (in modo consapevole e convinto) che tra un anno esatto presterò più attenzione anche a questi “altri” aspetti della Natività di Nostro Signore?

Vedrete che basterà un sì, sia pure soltanto alla quarta domanda, quella cosiddetta “di riserva”, per andare a dormire con un sorriso sulle labbra e nell’anima.

No ci credete? Non avete altro da fare che provare.

E adesso sì, Buon Natale a tutti voi.   

Maurice Taviani parroco di S. Maria alla Fonte