Alla faccia del signor Sindaco …

Gennaio 5th, 2012

befana.jpg       … cavalier Alessio Tirabassi, che l’anno scorso mi aveva licenziato per sostituirmi con una stangona da sballo, quest’anno sono tornata io.

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Scopa a risparmio energetico e basso tasso d’inquinamento,  mutandoni di lana, sacco in pura fibra di iuta, regali no-tech conformi a tutte le norme di sicurezza, no-lifting, no-liposuzione, rughe originali e certificate … sono io la vera BEFANA!

 

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Liberate le cappe dei camini, abitanti di Monteselva, arrivo !!!

Gli auguri di buon anno …

Dicembre 30th, 2011

elisabettamerenoel.jpg   … questa volta ve li faccio insieme a Lei: si chiama Elisabetta Manghi, è di Bibbiano, (Bibiân in dialetto reggiano o Bibiēn nel dialetto locale), un centro di oltre 10.000 abitanti in provincia di Reggio Emilia e, dunque, non troppo distante da Monteselva.

Si tratta di una pittrice (brava quanto graziosa, tra l’altro) di cui si occuperà diffusamente (all’interno del prossimo aggiornamento di primavera di  www.patriziopacioni.it) la rubrica specializzata Vernissage.

Inoltre, a partire dal 20 gennaio pv, l’artista reggiana esporrà le sue opere nella Sala Azzurra del Teatro Sociale della nostra città, in una mostra curata dall’eclettica Mariella Fiori. dinamico e sempre giovane Presidente dell’associazione culturale Fabbrica delle Storie

Un’ulteriore dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno dell’attenzione che il sottoscritto e la sua Giunta prestano alla cultura e all’arte; un altro significativo e prestigioso biglietto da visita dell’amata Monteselva.

Qui di seguito tre opere dell’artista che sottolineano, nell’imminenza di un appuntamento da sempre in qualche modo legato a una serena trasgressione, l’elegante sensualità che, insieme a molte altre caratteristiche espressive, contraddistingue la variegata produzione pittorica dell’amica Elisabetta.

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Sensualità

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Passione suadente

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Mi è dunque venuta l’idea di chiudere un anno difficile sotto ogni punto di vista, per aprirne uno nuovo (peraltro denso d’incognite d’ogni tipo) con un messaggio di creatività, di ottimismo e -perché no?- di elegante malizia: insomma, visto che il pubblico non può offrire certezze, ho deciso di esprimervi, carissimi concittadini, i miei più sentiti e sinceri auguri invitandovi a rifugiarvi insieme a me privato, vale a dire nel bello dell’Arte e in quell’effimero d’Autore che a volte può risultare più rassicurante e  piacevole d’ogni altra cosa.

Queste però non sono parole da Primo Cittadino” obietterà certamente qualcuno, battendo con malevola intenzione sulla gran cassa di un’informazione settaria e di comodo.

A lui e ad altri come lui rispondo che, a mio modo di vedere, ciò che distingue un genio dal bruto è la scintilla della fantasia e dell’improvvisazione.

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Però basta con le chiacchiere, adesso.

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IN ALTO I CALICI E BUON 2012 a tutti!. 

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Alessio Tirabassi - Sindaco di Monteselva.

Domenicale del 30 ottobre 2011

Ottobre 30th, 2011

croce-03.jpg   1 Allora Gesù si rivolse alle folle e ai suoi discepoli dicendo: 2 “Sulla cattedra di Mosè si sono assisi gli scribi e i farisei. 3 Fate e osservate ciò che vi dicono, ma non quello che fanno. Poiché dicono ma non fanno. 4 Legano infatti pesi opprimenti, difficili a portarsi, e li impongono sulle spalle degli uomini; ma essi non li vogliono muovere neppure con un dito. 5 Fanno tutto per essere visti dagli uomini. Infatti fanno sempre più larghe le loro filatterie e più lunghe le frange; 6 amano essere salutati nelle piazze ed essere chiamati dalla gente Rabbì”. 8 “Ma voi non vi fate chiamare rabbì, perché uno solo è fra voi il Maestro e tutti voi siete fratelli. 9 Nessuno chiamerete sulla terra vostro padre, poiché uno solo è il vostro padre, quello celeste. 10 Non vi farete chiamare precettori, poiché uno solo è il vostro precettore, il Cristo. 11 Chi è il maggiore fra voi sarà vostro servitore. 12 Chi si esalterà sarà umiliato, e chi si umilierà sarà esaltato”.

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sede-del-potere.gif    A volte l’attualità delle parole del Vangelo può risultare sconcertante anche per un cristiano, figuriamoci per un non-credente.Quali parole potrebbero essere più indicate di quelle pronunciate da Gesù per descrivere un aspetto della presente e pesante crisi economica mondiale?

In molti paesi, inclusa l’Italia, ci sono centurie di politici la cui azione è tesa a mettersi in vista, ad acquisire potere e privilegi, più che a cercare di risolvere al meglio una congiuntura così sfavorevole. Una situazione che al momento comporta gravi disagi (soprattutto per i più deboli ed esposti) e che, se le cose dovessero continuare ad andare per l’attuale verso, potrebbe portare a disastri d’ogni tipo: dalla riduzione alla miseria di intere popolazioni (in aggiunta a quelle che già ne sono vittime), a sommovimenti, rivoluzioni, guerre…

Insomma, un processo degenerativo in grado di mettere in forse la  stessa sopravvivenza della società civile, almeno com’è attualmente intesa.

Legano infatti pesi opprimenti, difficili a portarsi, e li impongono sulle spalle degli uomini; ma essi non li vogliono muovere neppure con un dito

E così accade che si aumentano le tasse, si tagliano retribuzioni, pensioni e previdenza (sacrifici pur necessari, se non si vuole affondare senza rimedio, intendiamoci) ma non si rinuncia, da parte della cosiddetta Classe Dirigente, a godere dei tanti privilegi di casta: non si riducono gli stipendi e i benefit di deputati e senatori, non si sopprimono enti inutili alla gente ma molto redditizi per la burocrazia, non ci si priva neanche (notizie di ieri) delle Maserati di servizio. 

Ma ricordino molto bene che, alla fine:  

Chi si esalterà sarà umiliato, e chi si umilierà sarà esaltato”.

 

 Don Maurice Taviani, parroco di S. Maria alla Fonte  

 

  

Domenicale del 23 ottobre 2011

Ottobre 23rd, 2011

croce-5.jpg      Dal Vangelo secondo Matteo 22, 34-40.

   

<<  … uno di loro (dei Farisei)  interrogò Gesù per metterlo alla prova: -Maestro, nella legge, qual è il più grande comandamento?- Gli rispose: -“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente.” Questo è il primo e più grande comandamento. Il secondo poi è simile: amerai il tuo prossimo come te stesso”-

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equilibrio.jpg   Oggi (non è una provocazione) vorrei mettere l’accento sulla seconda parte della incisiva risposta di Gesù: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.

 Tutto parte da questo, a pensarci bene.

Non si può voler bene al prossimo senza prima e contemporaneamente voler bene a se stesso. E cosa significa volersi bene? Non certo concedersi piaceri senza regole e limiti, non certo anteporre il proprio interesse a quello di chi è più prossimo e di chi  più lontano. Non certo sfruttare e/o trattare da oggetto qualcuno solo per il proprio tornaconto.

E allora? Cosa intendeva dire Gesù, che non a caso ha usato la parola “come” invece di “più di”?

Volersi bene vuol dire accettarsi per ciò che si è e rispettarsi, sia nei pensieri che nella carne. Vuol dire rimanere fedele alle proprie idee e non fuggire davanti alle conseguenze delle proprie azioni.

Vuol dire anche se non soprattutto cercare di rimanere in equilibrio con se stessi perché solo così si potrà regalare equilibrio a chi ha la sorte di entrare in contatto con noi.  

Volersi bene come suggerisce Gesù può sembrare facile, ma non lo è affatto.

 Proviamo a seguire anche questa indicazione, prima di andare (doverosamente) oltre.

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Don Maurice Taviani, parroco di Santa Maria alla Fonte

Domenicale del 28 agosto 2011

Agosto 27th, 2011

 croce.jpg      Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 16, 21-27.

  

<<  Allora Gesù disse ai suoi diseùcepoli: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero ma perderà la propria vita? O cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?”   >>

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fabriz1.JPG   Nella bellissima canzone  “Dormono sulla collina”  che Fabrizio De André scrisse e interpretò ispirandosi al capolavoro di Edgar Lee Master “Spoon River”, sono contenuti i seguenti bellissimi e suggestivi versi:

Lui sì sembra di sentirlo ancora / …… / dire al mercante di liquore /  “Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”

Ognuno è libero di scegliersi il suo dio, sì. Può essere il denaro, il vizio, il gioco, il successo… ma quello vero è uno solo, Nostro Signore.

Ma quando si riceve il dono ineffabile della Fede non è possibile mai rinunciarvi, qualunque sia l’alternativa. A chi (compreso me, compreso te che mi stai leggendo in questo momento) si ritrova quasi ogni giorno a barattarlo suo malgrado, a volte persino inconsapevolmente, con altre ”merci”  di più infimo valore, rivolgo la stessa domanda che l’alcolizzato Jones, pone al mercante:

“Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”

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Don Maurice Taviani, parroco di Santa Maria alla Fonte

Domenicale del 15 maggio 2011

Maggio 15th, 2011

croce2.jpg    Dal Vangelo secondo Giovanni  10, 1-5 

1«In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. 3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. 4E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».  

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buonpastore6.jpg  Il gregge sa riconoscere il Buon Pastore. Quando sente la sua voce si acquieta e lo segue, perché ha imparato a fidarsi di Lui.

Lo dice Gesù, e non può essere che vero.

Immaginate invece un ovile immenso, che vada da Bolzano a Pantelleria, e una miriade di “pastori” concitati e vocianti, spesso animati essi stessi da brama di potere e istinti meramente predatori, che chimano gridando le pecore, senza conoscerne il nome, i bisogni, le autentiche esigenze.

Gli armenti si disperderanno smarriti, in piena confusione, potendo fuggiranno dal recinto, restando inevitabilmente vittime dei piccoli e grandi lupi che aspettano nella notte, con le zanne acuminate sempre pronte a mordere.

Una fin troppo semplice immagine della nostra Italia, un grande Paese in cui, ben s’intende, nessuno -e tantomeno il sottoscritto- avverte il bisogno di un padrone unico, un personaggio autoritario che imponga con la voce e col gesto il proprio punto di vista e le proprie decisioni.

In un periodo di crisi tanto profonda, però, sarebbe bello che ci fosse e si manifestasse un gruppo di pastori che, sia pure di diversi orientamenti politici e sociali,  dimostrino di voler lavorare innanzitutto non in vista di egoistici quanto biechi tornaconti personali, ma nell’interesse di coloro che sono chiamati a guidare; uomini onesti, insomma, politici che, in momenti di difficoltà e di emergenza, sappiano anche rinunciare a qualcosa di proprio per l’interesse comune.

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Don Maurice Taviani, parroco di Santa Maria alla Fonte

Domenicale dell’ 8 maggio 2011

Maggio 8th, 2011

croce.jpg Dal Vangelo secondo Luca  24, 28-29 

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti (Emmaus - ndr), egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Egli entrò, per rimanere con loro.

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emmaus.jpg   C’è sempre un’Emmaus, nella vita di ciascuono di noi.

Un posto accogliente dove potersi rifugiare.

Un rifugio in montagna mentre arriva il fortunale, un approdo sicuro nel mare in tempesta.

La casa di un amico, quando tutti ci voltano le spalle.

L’abbraccio caldo e sincero di chi ci vuole bene.

Ma anche angoli defilati della mente, del cuore, dell’anima.

Una preghiera.

Abiutuiamoci a riconoscere chi ci vuole bene prima che arrivi il momento di separare le nostre strade, e se ci ritroviamo, come dice Gesù in questo brano di Vangelo “stolti e lenti di cuore a credere”, impariamo a vincere il nostro inutile orgoglio per chiedere, vestiti d’umiltà: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”

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Don Maurice Taviani, parroco di Santa Maria alla Fonte

Domenicale del 24 aprile 2011

Aprile 24th, 2011

Aprile 4th, 2010

resurrezione-fra-angelico-1450.jpg    Dal Vangelo di S. Giovanni  20, 1-9 

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.   Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro:

«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.  Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.  Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.xxx       

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resurrezione-13584.jpg   Risorgere = ri-sorgere, ovvero sorgere di nuovo.

Rialzarsi dalla posizione passiva che richiama l’idea di un sonno pigro e ignavo e della morte per rialzarsi in  piedi, in quella posizione eretta in cui è più agevole guardarsi intorno (fino ad abbracciare l’orizzonte) e muoversi.

Questo dev’essere il significato più autentico della Pasqua, in ciascuno di noi: occasione unica di “passaggio” (appunto il significato del termine ebraico che in origine fu coniato per la ricorrenza) a una nuova vita, più consapevole e più proiettata verso il prossimo.

Il Figlio di Dio ha accettato il martirio e la fine della sua parte terrena, per indicarci il cammino. A noi altro non viene chiesto che mettere da parte una velenosa indolenza, autentico e gravoso fardello della natura umana, per incamminarci nella direzione indicata dalla sua mano.

Facciamolo, e non ne rimarremo delusi.

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Don Maurice Taviani, parroco di Santa Maria alla Fonte

 

 

 

Nuvole parlanti in arrivo sul cielo di Monteselva

Febbraio 13th, 2011

cardona-marketing-03-rit.JPG    Ebbene sì, ve lo confermo. A fine anno finalmente si realizzerà quello che, fino a poco tempo fa, era soltanto un (magnifico)  sogno:  soggetto di Patrizio Pacioni, matite e china di Vasco Gioachini, il commissario Cardona si appresta a diventare anche fumetto.

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Potrete respirare  a pieni polmoni le cupe atmosfere di Monteselva, potrete conoscere da vicino Diana De Rossi, Gaetano Gargiulo e tutti gli altri protagonisti della saga.

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E tutto questo senza perdere nulla dell’intrigo e della suspense attraverso cui lo scrittore romano ha saputo affascinarvi con Essemmesse, Malinconico Leprechaun, Seconda B e Delitti & Diletti (a quattro mani con Lorella De Bon).

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2011, l’anno del Cardona-comic !

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Valerio Vairo per la Gazzetta Piacentina

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È stata dura…

Gennaio 23rd, 2011

antivirus-2.jpg   … ma ce l’abbiamo fatta!

Un deciso intervento della “Squadra AntiSpam”, guidata dal Sua Eccellenza Contrammiraglio  Enrico Rocca (ottimo webmaster incaricato dello sviluppo e della tutela dei nostri siti) è riuscita a rintuzzare con grande efficacia l’irruento assalto degli U.S. (United Spammers) convenuti da tutti il mondo per insidiare la libera voce di Monteselva.

E così, al termine di una battaglia informatica senza regoel e senza respiro, www.patriziopacioni.com/cardona/  è tornato a essere un blog libero.

Un luminosa e gloriosa vittoria, una sanguinosa punizione e un significativo esempio per tutti coloro che in futuro oseranno insidiare le comunicazioni della nostra amata città.

 Alessio Tirabassi - Sindaco di Monteselva