Ho rifatto la foto per la carta d’identità…

Gennaio 27th, 2009

cardona-apg-3-rid.jpg    … voi cosa ne pensate?La fotografa-disegnatrice è sempre lei, naturalmente, la sempre più brava Annapaola Giacomelli.

Presto le chiederò di fotografare anche due pericolosi malviventi che hanno scelto di prendere residenza a Monteselva, così, se vi capiterà di incontrarli da queste parti magari mi farete un colpo di telefono.

Quanto a quei due bei tipi (un “lui” e  una “lei”, per dire la verità) credo che, purtroppo per loro, l’idea di venire a combinare guai proprio nella mia tana si dimostrerà assai presto una scelta sbagliata.

Ci vogliamo scommettere?

Leonardo Cardona

Il mio 2009

Dicembre 31st, 2008

cin-cin-2.jpgcin-cin-1.jpgcin-cin-2.jpg     Ebbene sì, già lo so, pur non essendo un mago né tantomeno un indovino: il nuovo anno sarà per me denso di impegni e faticosissimo, come e più del solito.

 cardona-apg-2.jpg      Fin dalla prossima puntata de “Le notti di Monteselva“, infatti, sarò coinvolto nella lotta tra il terribile Orco, feroce esponente della mafia russa in Italia spalleggiato dai suoi accoliti, e i Medici Volontari Italiani. Una vicenda drammatica che promette azione e continui colpi di scena, lasciando però spazio anche ai sentimenti.

Nella seconda metà di marzo, invece,  un tragico avvenimento che sconvolgerà la vita di Monteselva, arriverà a toccare e minacciare seriamente i miei più intimi affetti familiari. Potrete leggere tutto in “Seconda B”, il nuovo romanzo scritto dal mio papà letterario Patrizio Pacioni, che sarà presentato in assoluta anteprima domenica 22 marzo al festival “A qualcuno piace giallo”, la rassegna bresciana che in pochi anni si è imposta tra le più importanti in Italia.

Poi per molti mesi ancora sarò alle prese coi delitti e i misteri che accompagnano “Scrittori alla sbarra“, una serie di racconti scritti a quattro mani da Patrizio Pacioni e Lorella De Bon - esattamente come “Le notti di Monteselva”, sì!) che riescono a raggiungere un duplice scopo: oltre a divertire e coinvolgere il lettore con il loro snello e sempre originale intreccio, lo portano infatti ad approfondire aspetti non sempre noti e convenzionali delle biografie di alcuni tra i più grandi autori del giallo-noir (e non solo).

In primavera riprenderanno le rappresentazioni gastronomico-teatrali che ricostruiscono una mia nota indagine, con “Il pollastro si mangia con le mani“, messo in scena nel bresciano e dintorni da “Le Impronte“, altrove, prossimamente, da altre brillanti compagnie. 

Finita qui?

Da parte mia mi augurerei proprio di sì.

Invece no. Perché, stando a quanto mi si dice, l’infaticabile Patrizio starebbe già lavorando a una nuova commedia, due romanzi brevi e a un magnifico romanzo di grande consistenza che mi vedranno ancora protagonista.

Ma si può chiamare vita, questa? Voi che ne dite?

Ops, si è fatto tardi, tra poco arriverà la mezzanotte e sarà il momento di stappare la tradizionale bottiglia.

Spumante con mia moglie Luisa o champagne con Diana?

Indagate, amici miei, indagate!

E intanto …

AUGURI  DA  ME  E  DAI  MIEI CONCITTADINI  DI

MONTESELVA! POSSA IL 2009 VEDERE REALIZZATI

I VOSTRI PROGETTI E I  VOSTRI SOGNI PIÙ BELLI!

Commissario Leonardo Cardona, 31 dicembre 2008

Capriccioli - Costa Smeralda

Settembre 24th, 2008

capriccioli-1.jpg (Foto tratta dalla Rete -scattata dall’azienda Autonoma di Soggiorno e turismo di Arzachena )

CAPRICCIOLI RACCONTA

Torna a settembre il Salotto Letterario sotto le stelle di Capriccioli Due serate evento tra arte e poesia nella cornice suggestiva della nota località sarda.

SASSARI. La manifestazione verrà inaugurata venerdi 26 Settembre 2008  alle ore  21,30  presso la sala polivalente del Residence Capriccioli, con la serata intitolata: “Capriccioli racconta..”  in cui una delle più suggestive coste  del nord Sardegna si  trasformerà in una grande piazza, centro di attività poetico- narrativa che accoglierà autori, artisti e musica dal vivo per una lunga notte dedicata alla letteratura. L’evento, curato da Sandrina Piras, Presidente dell’associazione culturale Salotto Letterario con sede a Torino, Palermo e Sassari, e dalla Delegata per la Regione Sardegna mariella5.jpg     Mariella Masoni, si concluderà sabato 27 Settembre 2008 a partire dalle ore  21,30 con la “Notte stellata di poesie” giunta alla sua II edizione e che vedrà una grande serata di rilievo internazionale in collaborazione con il Centro di Cultura Sarda di Berlino.

Protagonista di questo appuntamento sarà la poesia fruita, dagli autori e dagli appassionati, attraverso i linguaggi differenti apportati dall’arte visiva, dalla musica, dal teatro e dalla letteratura.

Ospite d’eccezione sarà Chiara Vigo, l’ultima tessitrice di Bisso marino che porterà la testimonianza del suo Filo dell’Acqua. La due giorni evento si svolgerà nell’ambito della manifestazione turistico-sportiva organizzata dall’ASC Sardegna (Confindustria).

 La sera del 27 settembre presentazionere dei libri di Patrizio Pacioni, Emilio Borelli e Mariella Masoni da parte di Sandrina Piras e Laura Scaramozzino

Il commissario Cardona visto da Annapaola Giacomelli

Settembre 21st, 2008

cardona-apg-2.jpg

Su presentazione e richiesta della redazione di Monteselva della “Gazzetta Piacentina” ho accettato di dedicare due ore del mio tempo per fare da “modello” nel mio ufficio alla Questura di Piacenza a una giovane, graziosa, simpatica e soprattutto bravissima disegnatrice bresciana.

Questo il risultato del suo lavoro: mia moglie Luisa sostiene che, evidentemente, questa espressione ”sexy” la tiro fuori solo quando sono fuori di casa, la mia… ehm… carissima amica Diana De Rossi, invece, che la Enny (è così che l’artista è chiamata dagli amici), ha saputo perfettamente cogliere e rappresentare quel mio sguardo da carogna che le piace tanto…

Gargiulo si è limitato a esclamare: “Dottò, lei sì che è uno sciupafemmine! Se fossi stato femmina mi sarei già fidanzato, se invece fossi un delinquente, a vederla così, me la farei nelle brache all’istante…”

Voi cosa ne pensate? Fatemi sapere…

 L.C.

Biscotti inzuppati nel sangue

Settembre 15th, 2008

abdulsalamguibresmall_12051_1.jpg   

Forse il Burkina Faso non è il più povero dei paesi del mondo, ma sicuramente è tra i più poveri.

E’ proprio da lì che è arrivato in Italia, nell’opulenta Milano, il diciannovenne Abdul Salam Guibre: da una nazione in cui (se non riesci a rimediare in qualsiasi modo qualcosa da mangiare) sei condannato a morire d’inedia e di fame, a un altro in cui (per il furto di un pacco di biscotti) qualcuno decide che la pena che ti meriti non è una denuncia e qualche giorno di prigione, ma la condanna a morte.

È assurdo morire in questo modo -ha affermato un collega poliziotto, mettendoci del suo- ma i motivi razziali non c’entrano, l’aggressione è nata dopo il furto e non per il colore della pelle di questo povero ragazzo.”

Mah, sarà anche vero.

Ma quelle parole che gli venivano urlate da chi lo accoppava a sprangate

(Sporchi negri vi ammazziamo” e “Negri di merda”)

probabilmente Abdul se le è dovute portare con sé all’altro mondo come un pesante fardello.

Speriamo che sia stato accolto nel paradiso di un Dio che, a differenza di certi uomini  (sempre che uomini si possano chiamare),  sa sicuramente perdonare un piccolo furto. 

L.C.

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La notizia:

Milano, 14 settembre 2008. Il 19enne Abdul Salam Guibre è stato ucciso a sprangate all’angolo tra via Zuretti e via Zuccoli, nella zona della Stazione Centrale. Ad aggredirlo sono stati Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio, che hanno inseguito e raggiunto il ragazzo dopo che lo stesso, a quanto sembra, insieme a un paio di amici aveva prelevato senza pagare dal bar Shining (a volte quanta amara irona nei nomi), di loro proprietò, un pacco di biscotti. 

 

(attenzione: la foto a corredo del servizio è tratta dalla Rete)

Il colpevole non è più il maggiordomo…

Agosto 23rd, 2008

zanchi1.jpg   … come nei bei libri gialli di una volta. No, da Cogne a Novi Ligure, a Garlasco, fino (tragica notizia di ieri) a Sansepolcro le cose non funzionano più così.

  Venerdì 22 agosto 2008 alla vita di    Silvia Zanchi, giovane operaia di 24 anni, è stata messa fine nel letto dell’appartamento che condivideva col suo ragazzo,

luca-ferri.jpg   Luca Ferri (anch’egli giovane operaio), allo stato irreperibile e ricercato.

Due mani assassine le hanno stretto il collo fino a toglierle il fiato e la vita. Ennesima riprova di come, negli ultimi anni, in Italia muoiano soprattutto donne, preferibilmente strangolate (o pugnalate) in casa propria, vale a dire esattamente nel luogo dove, solitamente, le vittime avrebbero dovuto e voluto sentirsi più sicure.

Ci chiamano, e arriviamo noi, “gli inquirenti”, “gli uomini della legge”.

Poliziotti e carabinieri che non si abituano alla strage.

Che ogni volta spendono molto di sé, impegnandosi fino allo spasimo nelle indagini.

Che ogni volta perdono qualcosa di sé, bagnandosi del dolore di chi ha subito violenza e del rimpianto inconsolabile di coloro che rimangono, perché è sventurato l’uomo che impara a impermeabilizzarsi dal male.

Che hanno imparato come, prima di cercare lontano il colpevole, sia molto più utile guardarsi intorno: perché, per quanto possa sembrare assurdo e crudele, per risolvere il caso e catturare l’omicida, nella grande maggioranza dei casi saranno il fidanzato, il fratello, il padre, il cognato, il fratello e il migliore amico a dover essere messi sotto torchio per arrivare all’individuazione e all’arresto del colpevole.

In effetti, a pensarci bene, non mi è mai capitato di arrestare un maggiordomo. 

(ATTENZIONE: le foto che sono a corredo di questo servizio sono tutte tratte dalla Rete)

L.C. 

Una matita… per me

Luglio 11th, 2008

leone1.jpg

Per il momento la faccenda è coperta da segreto istruttorio, quindi in questa sede mi è consentito soltanto di rivelarvi che questo splendido “bozzetto” dedicato al sottoscritto è stato realizzato da una giovanissima e molto promettente artista, conosciuta dagli amici più stretti come Enny.

Gli indizi & reperti già in mio possesso, unitamente alle discrete indagini che ho fatto svolgere sul conto della misteriosa disegnatrice (attraverso le quali sono riuscito tra l’altro a risalire al suo vero nome, nonché all’origine e provenienza bresciana) mi permettono di formulare la seguente previsione: si tratta di un personaggio di cui si sentirà parlare ancora presto… e non solo qui a Monteselva! 

L.C.

(continua? certo che continua…) 

 

Essemmesse secondo Lorella

Giugno 6th, 2008

essemmesse.jpg     

   Quando Lorella De Bon ricevette da Patrizio Pacioni la proposta di collaborare alla scrittura di alcuni episodi della serie “Scrittori alla sbarra” mi chiese di incontrarmi per una breve intervista.“Voglio conoscere meglio” -mi disse- “l’investigatore cui si è ispirato lo scrittore per raccontare tante appassionanti avventure.” Così ci trovammo al Bar-Pasticceria Cyrano, in pieno centro di Monteselva, quando il breve pomeriggio invernale s’era già trasformato in sera da un bel pezzo. In tempo comunque per ordinare un the rigorosamente british schiarito da una nuvoletta di latte, così come piace sia a me che a lei, e accompagnato da un conveniente stock di quei biscottini che così squisiti sa prepararli solo Rosa, la mamma dei due proprietari.

Veramente lei, golosa com’è di gelato, avrebbe optato volentieri per una coppa king-size di stracciatella, ma per quello saremmo dovuti andare dall’ “Houdini dell’Ice Cream”, in fondo a Via Cavour, nei pressi delle scuole, tanto per intenderci,  un posto più adatto alle chiacchiere e ai flirt dei  ragazzini,più che a un incontro di lavoro come il nostro.

Ricordo che la scrittrice si presentò all’appuntamento tutta in tiro, che se per caso in quello stesso momento fosse entrata al Cyrano mia moglie (o ancora peggio Diana) sorprendendomi seduto con lei, sai che muso mi avrebbero tirato giù per chissà quanto tempo, per non parlare dell’interrogatorio cui sarei stato inevitabilmente sottoposto: altro che quelli che riservo ai miei “clienti” giù nella camera di sicurezza della Questura di Piacenza!

  lorella-de-bon-rid.jpg    Portava i capelli cortissimi, lucidi e vezzosamente irti di gelatina, tacchi alti, vestitino nero aderente dalla vita in su, scollato sia davanti che di dietro del tipo e della serie “a me gli occhi please”. 

Ma vedo che mi sto perdendo soltanto nei trailers di un film che invece, come trama effettiva, si risolse in un seria e approfondita conversazione attraverso la quale, con opportune domande, credo che la Lorella riuscì a farsi un’idea più o meno sensata e circostanziata della mia personalità e della mia way of life. Oh, per quanto può essere possibile conoscere a fondo un tipo complesso come me, s’intende.

Comunque, ciò che vi propongo qui di seguito, insieme evidentemente all’attenta e molto acuta lettura che LDB deve aver fatto di “Essemmesse” (il primo romanzo dedicato alle mie indagini, esaurito in libreria - per acquistarne una copia scrivete a info@patriziopacioni.it) è evidentemente il risultato più significativo di quel nostro incontro.

Leonardo Cardona 

P.S.La recensione è stata pubblicata qualche tempo fa sul sito “L(’)abile traccia”  (http://www.labileabile-traccia.com;) che vi invito a visitare non appena ne troverete l’occasione. 

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Incontrare di persona il commissario Cardona non è difficile come sembra. Basta recarsi alla Questura di Piacenza. Per chi non potesse viaggiare, c’è il blog «www.patriziopacioni.com/cardona», cui collegarsi seduti belli comodi in poltrona. Ancor meglio è acquistare e assaporare Essemmesse, la prima indagine del “Leone”, com’è soprannominato Leonardo Cardona per via della sua insaziabile fame di Giustizia. Quarantenne dal fisico atletico, con un’incipiente calvizie e una spiccata propensione al sovrappeso, questo “sbirro” non mancherà di suscitare le simpatie dei lettori. Dotato di una profonda umanità e apparentemente infallibile, anch’egli -come tutti noi- nasconde qualche scheletro nell’armadio: un’amante, una non trascurabile ambizione, l’ossessione di sapere e controllare tutto ciò che succede al mondo! Ma “una volta che a questo poliziotto brutale, antipatico e cinico oltre ogni decenza, sarà concesso di entrare in salotto, lo vedrete sedersi sul bracciolo della vostra poltrona preferita”. Parola di Patrizio Pacioni, scrittore prolifico e di sicuro talento, già autore di alcuni romanzi che spaziano dal genere giallo-noir a quello drammatico e intimista. Nella sua prima indagine, il “Leone” è impegnato a risolvere l’omicidio di uno storico e giornalista della «Gazzetta piacentina», avvenuto nella Biblioteca comunale di Monteselva (cittadina tra Parma e Piacenza, nel Paese delle fantasie). L’atmosfera che Patrizio ricrea è tipica dei romanzi gialli ottocenteschi, nonostante il tempo dell’azione e il linguaggio siano quelli odierni. Sembra quasi di vedere il fantasma di Agatha Christie aggirarsi nelle stanze dell’edificio pubblico, osservando i presenti con un sorriso di malcelata soddisfazione. Un’ambientazione volutamente rétro, come precisa l’autore nelle “avvertenze” prima dell’uso, disseminata di indizi che strizzano l’occhio al lettore-investigatore. 

… … … 

E se vuoi leggere l’intera recensione, clicca qui:

http://www.labileabile-traccia.com/rivista_000094.htm

Malinconico Leprechaun

Marzo 29th, 2008

 cover-leprechaun-sp-meta.jpg      Questa è, in assoluta anteprima, la copertina del romanzo che  il solito Patrizio Pacioni ha scritto ispirandosi alle mie vicende.Riprende un mio viaggio in Irlanda di qualche tempo fa. Mi ero recato lassù per un convegno organizzato dalla Garda per tutte le polizie europee e, come spesso capita nella mia vita, anche il più semplice degli avvenimenti finì per trasformarsi in un’autentica avventura.

Insomma, se vorrete saperne di più non avrete che da comprare “Malinconico Leprechaun“, quando uscirà in libreria per le stampe del giovane e coraggioso editore siciliano Sampognaro & Pupi.

 E ormai è questione davvero di poco… 

Leonardo Cardona

Manuale dell’ (im)perfetto investigatore

Marzo 28th, 2008

dina-dore.jpg   (Dina Dore - immagine tratta dalla Rete)

Cinque ore nel portabagagli della sua macchina. Mentre tutt’intorno poliziotti e carabinieri si davano da fare come un operosa colonia di formiche alla ricerca di “ogni indizio utile all’identificazione e alla cattura dei responsabili del probabile sequestro“.

Cinque ore dopo essere stata aggredita, legata, percossa selvaggiamente da un branco di luridi delinquenti.

Sotto gli occhi, per fortuna ancora inconsapevoli, della sua piccolissima figlia.

“Probabilmente, considerata la forza con cui le è stato inferto un colpo al cranio, la poverina è morta quasi subito.” dice qualcuno degli inquirenti. Classico tentativo di mettere le mani avanti, oppure di “buttarsi avanti per non cadere indietro” come si dice a Roma.

Probabilmente. Sì, una parola che può significare tutto o nulla.

Così ci troviamo a sperare che alla sventurata Dina Dore sia stato almeno risparmiato lo strazio di una lunga agonia condotta per lo più nelle peggiori delle condizioni: con una possibile salvezza che ti sfiora, ma che non ti tocca, perché “prima di manipolare la scena del delitto, rischiando magari di inquinare le prove, ci vuole l’intervento del magistrato“.

Perché -aggiungo io- purtroppo in questo nostro amato quanto malridotto Paese c’è sempre meno gente disposta ad assumere iniziative, a prendersi delle responsabilità anche in assensa o contro la presenza di un’ “autorizzazione superiore“.

Per favore, medici: fate la vostra autopsia e rassicurateci. Diteci almeno che Dina è morta sul colpo.

E già che ci siete, convinceteci anche che Ciccio e Tore, gli sventurati fratelli di Gravina di Puglia non hanno sofferto troppo prima di venire meno, vinti dal freddo e dagli stenti, solo perché qualcuno si era limitato a dare un’occhiata nel pozzo dall’alto, senza prendersi il disturbo di scendere giù a cercare meglio.  

Di simili striminzite speranze ci dobbiamo accontentare. A questo siamo ridotti.

Leonardo Cardona