Webberie (2) - “Viva la differenza!”

Febbraio 3rd, 2012

Che poi in origine fu un ”Et alors, vive la difference!” lanciato all’inizio del secolo scorso da un uomo presente a u comizio di suffragette, in risposta a un’oratrice che aveva avuto la improntitudine tattica di affermare che “In fondo fra l’uomo e la donna c’è soltanto una piccola differenza“.

Solo che la differenza cui mi riferisco oggi non mi piace per niente, e non è nemmeno tanto piccola, per la verità.

Parlo della differenza tra un Paese come il nostro

(che si ferma per 20 cm di neve  -o sono 30? o 40? non ha poi così grande importanza- con decine e decine di treni paralizzati, collegamenti stradali interrotti e quant’altro)

altri   Paesi che, si ha modo di credere, potrebbero andare tranquillamente avanti anche dopo venticinqua anni di glaciazione totale.

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Probabilmente la foto che pubblichiamo, riprendendola dalla Rete (con tanti ringraziamenti all’amica Elisa Mantovani  dal cui profilo Facebook l’abbiamo appena “rubata”) è un po’ ritoccata, poco più d’un gioco, insomma,  ma la suggestione evocativa che è in grado di sprigionare la rende vincente anche  sulla più realistica delle istantanee.

A proposito, tra tanti tecnici che ci sono al Governo, possibile che non ce ne sia un esperto di manutenzione di binari e di manti stradali?

 

     Mastro Web

Webberie (1) - “Albero caduto, tutti a far legna”

Febbraio 3rd, 2012

È un’ aurea massima di saggezza popolare, che spesso, ma sempre a proposito, era solita citare la mia cara mamma..

Ed è proprio così, in questo decadente e decaduto III millennio, sempre di più, man mano che la cosiddetta “gogna mediatica”, giorno dopo giorno, acquista nuovi e più agguerriti adepti, crescendo in potere e cinismo..

Chi sbaglia non è solo da sanzionare, ma da deridere, da indicare al pubblico ludibrio, attraverso veri e propri gingel che -passando di bocca in bocca- finiscono con il distruggere il malaugurato reprobo.

Pessima prassi, condotta moralmente dubbia, per non dire del tutto inqualificabile, parola mia, eppure…

 

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… eppure (diciamoci la verità!), a volte capace di risultare così incisiva e calzante!

E anche espressione di urticante quanto deliziosamente perfida satira, almeno in questo caso.

 

webmaster.jpg    Mastro Web

Secondo me (24) - Altro che corno rosso e ferro di cavallo!

Gennaio 31st, 2012

602-408-20120129_170526_956cb5f3.jpg  Ci avete fatto caso?

·        Blitz della Guardia di Finanza a Cortina: giro  d’affari degli esercizi commerciali incrementato del 400%.

·        Blitz della Guardia di Finanza nel centro di Roma: giro d’affari degli esercizi commerciali incrementato del 106%.

·        Blitz della Guardia di Finanza a Milano: giro d’affari degli esercizi commerciali incrementato del 44%.

. .

Vabbè, col passare del tempo andrà pure attenuandosi l’intensità dell’effetto, com’è normale che sia, ma certamente (anzi “in modo scientificamente testato”) le visite delle Fiamme Gialle fanno bene alle vendite.

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I negozianti di Venezia, Porto Rotondo e Taormina si fregano le mani, aspettando impazienti che venga finalmente il loro turno…..

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         Valerio Vairo

La Tele di Penelope (3) - Pubblicità Regresso

Gennaio 23rd, 2012

bondage-02.jpg   Venerdì scorso è andata in onda  una puntata estemporanea di  Storie maledette, la (solitamente) interessante trasmissione a metà tra cronaca nera e di costume ideata e condotta dall’inossidabile Franca Leosini.

leosini_.jpg   La storia maledetta di questa puntata era quella di Paola C., 23 anni, studentessa all’università La Sapienza, originaria di Lecce, rimasta vittima del «kinbaku», una pratica derivante dallo «shibari», forma di legatura rituale giapponese che per gli appassionati di bondage (l’attività sessuale legata alla costrizione) dovrebbe scatenare l’energia erotica. Nell’ “incidente” verificatosi all’alba dello scorso 11 settembre (data fatidica) in un garage di via Settebagni alla periferia di Roma, all’interno del complesso dell’Agenzia delle Entrate e dell’Enav, sfiorò la morte un’altra ragazza, Federica F., impiegata romana di 24 anni.   

soter_mule.jpg  L’intervista condotta con la consueta professionalità e profondità della Leosini aveva come interlocutore proprio Soter Mulè, un ingegnere e fotografo romano di 42 anni esperto di bondage e discipline affini, che avrebbe stretto la corda e praticato i nodi con il consenso delle due ragazze dopo una serata allegramente trascorsa, sembra, a ingurgitare alcool e a ”fumare”.

Fin qui tutto bene, ma… 

Ma la ricerca di audience a tutti i costi, in questo caso, ha fatto letteralmente deragliare la trasmissione dai binari del buongusto e del buon senso: l’intervista,infatti, è risultata inframmezzata da spezzoni in cui un barbuto e accigliato ”maestro” di bondage infagottava per bene la sua avvenente partner, in un’atmosfera sensuale e maliziosa che (di sicuro) non risultava intonata né con il dramma scaturente dalla tristissima vicenda e della vicenda né con la pur più volte sottolineata “pericolosità” di certe pratiche estreme.

Anzi, per dirla proprio tutta, vi confesso che, a un certo punto, l’idea di farmi legare anch’io, prima o poi, mi ha persino intrigato, turbato  e tentato un po’…

Se lo scopo che si voleva raggiungere era questo, beh!, che dire, signora Franca?

Complimenti per la trasmissione!

penelope.jpg     Penelope P.

 

 

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Vedi anche precedente post http://www.patriziopacioni.com/cardona/2011/09/13/lindisponente-47-mastro-cordaio-e-la-colpa-troppo-grave/  sullo stesso argomento.

ATTENZIONE: le foto inserite a corredo di questo servizio sono state tratte dalla Rete

 

La Tele di Penelope (2) - L’ attrattiva vintage della RAI

Gennaio 22nd, 2012

logo-rai.png   “Quando viene il tempo di raccogliere le nocciole, bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a battere gli alberi, per farle venire giù” diceva la mia dolce quanto saggia nonnina Casimira.

E questo detto debbono conoscerlo molto bene anche i vertici e gli uffici marketing della RAI che, quando arriva gennaio, cominciano a martellare  radioascoltatori e telespettatri ocon una serie impressionante di spot.

Solo che quest’anno non era mica facile, trovare “punti forti” coi quali stimolare un pubblico sempre più deluso dalla c.d. Emittente di Stato.

Cosa potevano far vedere?

Ampex (o è meglio dire ampLex?) dell’Isola dei Famosi?

Spezzoni di una puntata di CentoVetrine (o è meglio dire CentoLatrine)?

Una sconquassata edizione del TG1 di Minzoliniana memoria?

No, i funzionari Rai saranno storditi sì, ma solo fino a un certo punto e -comunque- non autolesionisti.

Meglio andare sul sicuro.

Dunque, per sostenere l’invito al rinnovo dell’abbonamento ecco che vengono messi in onda gli ultimi momenti felici della Rai:

allunaggio.jpg  prima l’indimenticabile cronaca del primo allunaggio, con i sapidi dialoghi (lunari, appunto) tra Ruggero Orlando e Tito Stagno.

campioni-del-mondo-1982.png       poi la recentissima vittoria ai Campionati del Mondo (quella dell’82, non quella del 2006, dove si avvertiva già -e fin troppo!- l’agguerrita concorrenza di Sky!).

La RAI, di tutto e di più.

penelope.jpg Penelope P.

L’Indisponente (54) - Fiducia o sfiducia? Questo è il problema…

Gennaio 21st, 2012

 La notizia:

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Scambiarsi le password: atto di fiducia

ma psicologi e genitori lo sconsigliano

La prova d’amore ai tempi di Internet: negli Stati Uniti è una moda diffusa che riguarda il 30 per cento degli adolescenti. Ma quando la storia finisce aver condiviso la vita online può causare pentimenti amari (di MATT RICHTEL)

 

Le giovani coppie evidenziano da tempo la propria reciproca devozione in tanti modi: regalandosi una letterman jacket, o un class ring (giacche e anelli con simboli del college o dei progressi negli studi), o braccialetti con inciso il proprio nome. L’era digitale ha fatto nascere una tradizione ancora più intima. Le coppie  condividono  la password.

 

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password.png    Il commento:

 

A volte non ci si sofferma abbastanza sulla considerazione su come una scelta radicale possa essere dettata sia da un fulgido coraggio che da una timida quanto profonda insicurezza. In proposito un proverbio orientale recita che “anche un coniglio, quando viene aggredito e costretto in un angolo, trova il coraggio di mostrare i denti“, e mai massima fu più aderente a questi tormentati anni a cavallo tra il secondo e e il terzo millennio.

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Cosa c’entra questo pistolotto con la notizia di oggi?

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Semplicemente che, dietro alla moda di scambiarsi le password tra fidanzati, compagni  o coniugi, non c’è, come potrebbe sembrare a prima e superficiale valutazione una “prova di fiducia”, ma l’esatto contrario, vale a dire una manifestazione di bieca diffidenza.

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Io non ho fiducia di Te, quindi se Tu vuoi che mi fidi di te, devi permettermi di controllare la tua vita” è il vero meta-messaggio.  A  pensarci bene  è un po’ come dire “Se vuoi dimostrare di avere piena confidenza fisica con me, devi sottoporti a  fare i tuoi bisogni lasciando la porta del bagno aperta

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Oh sì: così è infinitamente più facile “dimostrare” la propria fedeltà, piuttosto che farlo attraverso un’attenzione continua (dunque faticosa) alle esigenze del  partner, una dedizione tenera e amorosa, una passione sempre viva, fantasiosa ed effervescente.  È  semplicemente il trionfo del “non fare”,  anzi del “rendersi impossibile fare” piuttosto che del  “fare attivamente”.

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È  sostanzialmente una vigliaccata nei confronti della vita, una mancanza di rispetto, prima ancora verso se stessi piuttosto che verso l’altro.

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Ma agli psico - sociologi americani, a quanto pare,  questa questione non li sfiora neanche: vedono troppi telefilm di Criminal Minds  e  Law & Order,  da quelle parti, cosicché la loro analisi si ferma a un semplicistico quanto banalissimo “Non conviene farlo perché, se poi il rapporto si deteriora e finisce, sono guai per  mantenere la privacy”.

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Quanto a questo, problema risolto: la password di FaceBook e quella della posta elettronica si cambiano in un minuto, per il PIN del cellulare occorrono pochi secondi.

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Accidenti, ho appena fatto un’osservazione arguta, quasi geniale…

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Avrò commesso peccato?

 

 

 

 

indisponente.jpg   L’indisponente

Secondo me (23) - Nuovi modelli antiscoglio

Gennaio 16th, 2012

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Sembra che la Costa Carnival, dopo aver verificato l’inettitudine, sciatteria, pusillanimità (e chi più ne ha più ne metta) di certi suoi dipendenti, abbia commissionato un nuovo modello di nave da crociera, che sarà praticamente impossibile incagliare anche al più scarso dei Comandanti.

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Ve ne riportiamo il modello in assoluta anteprima.

Valerio Vairo   

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ATTENZIONE: l’immagine inserita a corredo di questo post è quella di un quadro dell’artista Carlo Ravaioli  (http://www.ravaioli.com/)

L’Indisponente (53) - Soluzioni a colori

Gennaio 14th, 2012

La notizia:

logo_ansa_speciali.png        La battaglia contro le auto blu prosegue ma il parco auto resiste all’assalto: le auto di servizio nel complesso, secondo i dati 2011, riferiti al 2010, in attesa del censimento che dovrebbe concludersi la settimana prossima, sono ancora 71.662, in calo di circa il 5% rispetto a quelle registrate nell’anno precedente ma comunque ancora un numero considerevole attorno al quale lavorano 35.000 persone (13.667 delle quali autisti) per una spesa, solo per il personale di 1,2 miliardi di euro. Alla spesa per il personale si aggiunge quella per la gestione pura pari, secondo il monitoraggio 2011, a 406 milioni di euro in calo del 2% sull’anno precedente (-4% se si considerano le auto blu e quelle blu blu). Se si considerano anche ammortamenti e logistica la spesa per la gestione lievita fino a 650 milioni di euro (…)

 logo_infomotori_centrale.jpg   Blocco dei taxi: alla stazione Termini così come all’aeroporto di Fiumicino e Ciampino, blocco del traffico a Roma a causa dei numerosi tassisti, che dopo aver annunciato uno sciopero dei taxi per venerdì 23 gennaio, hanno deciso invece di organizzare a sorpresa dei Sit-in contro il Governo davanti a palazzo Chigi, mentre molti autisti hanno interrotto il servizio nelle principali città italiane fra cui Roma, Milano e Torino, provocando gravi disagi al servizio di trasporto pubblico. Disagi e parcheggi vuoti anche a Linate (…) La protesta e la rabbia nascono dall’inclusione nel prossimo decreto legge del Governo Monti di ampie liberalizzazioni in diversi settori del mercato, fra cui appunto quello delle licenze per i Taxi. Secondo le associazioni di consumatori questo intervento garantirebbe ai clienti un servizio migliore e più economico, creando nel frattempo oltre 20 mila nuovi posti di lavoro. Per i rappresentati dei sindacati dei tassisti invece la corsa alla licenza per Taxi non porterebbe ad alcun miglioramento del servizio, e favorirebbe solamente chi già possiede più capitale e che potrebbe così accaparrarsi anche più di un Taxi, imponendo poi agli autisti minori percentuali di guadagno.

    Il commento:

auto-blu.jpg  taxi-in-sciopero.png    A volte per problemi almeno apparentemente complessi si possono trovare soluzioni semplici, ma efficaci.

La Casta non vuole rinunciare alla sua flotta di “auto blu”? I tassisti scendono in piazza (letteralmente, bloccando il traffico) perché non intendono cedere alla liberalizzazione delle licenze che consentono di guidare le “auto bianche”?

Nessun problema, che il Governo vari un bel decreto-catenaccio che imponga per tutti, privati, commerciali e istituzionali e verniciare le vetture di verde bandiera a pois fucsia.

E non se ne parli più.

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indisponente.jpg L’indisponente

 

Secondo me (22) - I limoni ringraziano per la spremuta

Gennaio 13th, 2012

  4782576850_bb6394949e.jpg     Per fare quello che è stato fatto, cioè per aumentare le tasse, non ci voleva certo un Governo dei Professori”, è il leit-motiv nei discorsi da bar, o dei talk-show, che in fondo sono al stessa cosa.

Si diceva che sarebbe bastato mandare a casa il vecchio Governo e sostituirlo con un altro (più serio, aggiungo io) per fare scendere lo spread, e invece siamo più o meno ai livelli di ante-crisi” infierisce puntualmente qualche altro trombone scordato.

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Consentitemi due piccole, anzi piccolissime osservazioni:

  1)      Ciò che hanno fatto Mario Monti & Soci non ha avuto il coraggio di farlo nessuno, né avrebbe trovato la forza di farlo qualunque altro esecutivo “politico” fosse succeduto al team di Berlusconi: spremere noi poveri limoni fino in fondo per cavarne quel po’ di succo che serviva a non far sprofondare il Paese nell’abisso di una crisi senza fondo. Nel fallimento, tanto per dire la parola giusta. Purtroppo nell’emergenza, come spesso capita, e come sagacemente affermava il comico Petrolini, “i soldi bisogna prenderli da chi ce l’ha, cioè dai poveri”, ma ciò non toglie che il popolo italiano si aspetti che al capitolo equità il primo ministro metta le mani con convinzione già nella cosiddetta “fase 2” e costituisca il tema principale, per non dire l’unico della fase “3”: di questo i “Tecnici” dovranno renderci conto, sia ben chiaro.

2)    Per lo spread un minimo di obbiettività (o almeno la mancanza di malafede) sarebbe più che opportuno: il divario tra rendimento dei BTP e dei bund, per un bel po’ di tempo, è rimasto sostanzialmente quello di prima, è vero, ma… Ma è pur vero che, mentre sotto il mandato Berlusconi era un massiccio e continuativo di titoli di stato italiani da parte della Banca Europea a tenere aperto il boccaglio dell’ossigeno, da Monti in poi il debito pubblico italiano respira sostanzialmente da solo; a fatica, d’accordo, ma da solo. Inoltre, come accaduto ieri (discesa al 4,70%) e in precedenti occasioni, si capisce chiaramente che la tendenza dello spread è a ridursi nel medio termine, non certo a dilatarsi ulteriormente.

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Dunque i limoni spremuti al momento ringraziano, o dovrebbero ringraziare, sia pure riservandosi (mi pare davvero il minimo) un inalienabile diritto al mugugno e all’invettiva.x

Perché se piove, diciamocela tutta, in fondo è sempre per colpa del Governo Ladro.

     

    Valerio Vairo

L’Indisponente (52) - Due vite su sette

Gennaio 5th, 2012

La notizia:

 blitz_logo.gif  (http://www.blitzquotidiano.it)    4 gen 2012 

Adottata Andrea, la gattina sopravvissuta

due volte alla camera a gas

WEST VALLEY CITY (UTAH, STATI UNITI) – Andrea, la gatta diventata famosa in tutto il mondo per essere sopravvissuta due volte alla camera a gas nello Stato americano dello Utah, ha una nuova casa. Una volontaria della comunità per animali di Salt Lake, Janita Coombs, ha deciso infatti di adottarla. “È un gatto piuttosto robusto, come sapete bene”, ha raccontato al quotidiano Salt Lake tribune. “Ha sicuramente una grande voglia di vivere”, ha aggiunto.

Il personale del rifugio per animali di West Valley City dello Utah ha provato a sopprimere la gattina dopo che nessuno aveva deciso di adottarla per 30 giorni. Andrea era però sopravvissuta e allora era stata nuovamente messa nella camera a gas. Credendola morta, il personale l’ha sistemata in una busta di plastica, ma in seguito è stato scoperto che la gattina aveva vomitato ed era in ipotermia, ma era ancora viva. Il Salt Lake tribune riporta che le autorità stanno cercando di determinare come abbia fatto a sopravvivere per ben due volte alla camera a gas.

Intanto però, la piccola gatta ha trovato una nuova casa ed è stata piuttosto fortunata.

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andrea-cat.jpg   Il commento:

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“Vabbè” dirà qualcuno. “Cosa vuoi che sia? I gatti hanno sette vite, dunque gliene sono rimaste ben cinque.”

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Va bene un cavolo.

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Solo a pensare a un’innocua bestiolina (che certamente non ha mai fatto male a nessuno) che viene cacciata a forza in una camera a gas, solo perché non se ne sa cosa farne, beh, mi si rivolta lo stomaco.

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Solo a pensare al terrore che ha sconvolto questa creatura di Dio (per ben due volte condannata a una crudelissima morte), al suo incredulo stupore al cospetto di una smania di sterminio con la quale gli “amici” uomini all’improvviso si accanivano contro di lei, alla disperata voglia di sopravvivenza che ha fatto resistere il suo piccolo cuore mentre, infilata in un sacchetto di plastica, destinata all’inceneritore, rimetteva dolorosamente tutto ciò che aveva da rimettere…

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Grazie della severa lezione che, pur inconsapevolmente, hai dato con la tua terribile vicenda almeno a chi è dotato di un minimo di sensibilità, Andrea. 

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Grazie, sì, ma… riuscirai mai a perdonarci, piccola, dolce e batuffolosa micina?

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Nonostante tutto ciò che ti è stato fatto, io credo di sì: basteranno un po’ di coccole della tua nuova padroncina, un po’ di latte, la ciotola dei croccantini riempita con amore, e dimenticherai tutto.

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Perché solo la bestia-uomo conosce la dannata arte di conservare e coltivare il rancore.

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indisponente.jpg   L’indisponente