La notizia:
Scambiarsi le password: atto di fiducia
ma psicologi e genitori lo sconsigliano
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La prova d’amore ai tempi di Internet: negli Stati Uniti è una moda diffusa che riguarda il 30 per cento degli adolescenti. Ma quando la storia finisce aver condiviso la vita online può causare pentimenti amari (di MATT RICHTEL)
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Le giovani coppie evidenziano da tempo la propria reciproca devozione in tanti modi: regalandosi una letterman jacket, o un class ring (giacche e anelli con simboli del college o dei progressi negli studi), o braccialetti con inciso il proprio nome. L’era digitale ha fatto nascere una tradizione ancora più intima. Le coppie condividono la password.
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Il commento:
A volte non ci si sofferma abbastanza sulla considerazione su come una scelta radicale possa essere dettata sia da un fulgido coraggio che da una timida quanto profonda insicurezza. In proposito un proverbio orientale recita che “anche un coniglio, quando viene aggredito e costretto in un angolo, trova il coraggio di mostrare i denti“, e mai massima fu più aderente a questi tormentati anni a cavallo tra il secondo e e il terzo millennio.
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Cosa c’entra questo pistolotto con la notizia di oggi?
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Semplicemente che, dietro alla moda di scambiarsi le password tra fidanzati, compagni o coniugi, non c’è, come potrebbe sembrare a prima e superficiale valutazione una “prova di fiducia”, ma l’esatto contrario, vale a dire una manifestazione di bieca diffidenza.
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“Io non ho fiducia di Te, quindi se Tu vuoi che mi fidi di te, devi permettermi di controllare la tua vita” è il vero meta-messaggio. A pensarci bene è un po’ come dire “Se vuoi dimostrare di avere piena confidenza fisica con me, devi sottoporti a fare i tuoi bisogni lasciando la porta del bagno aperta”
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Oh sì: così è infinitamente più facile “dimostrare” la propria fedeltà, piuttosto che farlo attraverso un’attenzione continua (dunque faticosa) alle esigenze del partner, una dedizione tenera e amorosa, una passione sempre viva, fantasiosa ed effervescente. È semplicemente il trionfo del “non fare”, anzi del “rendersi impossibile fare” piuttosto che del “fare attivamente”.
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È sostanzialmente una vigliaccata nei confronti della vita, una mancanza di rispetto, prima ancora verso se stessi piuttosto che verso l’altro.
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Ma agli psico - sociologi americani, a quanto pare, questa questione non li sfiora neanche: vedono troppi telefilm di Criminal Minds e Law & Order, da quelle parti, cosicché la loro analisi si ferma a un semplicistico quanto banalissimo “Non conviene farlo perché, se poi il rapporto si deteriora e finisce, sono guai per mantenere la privacy”.
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Quanto a questo, problema risolto: la password di FaceBook e quella della posta elettronica si cambiano in un minuto, per il PIN del cellulare occorrono pochi secondi.
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Accidenti, ho appena fatto un’osservazione arguta, quasi geniale…
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Avrò commesso peccato?
L’indisponente