Ci sono posti, in questo nostro mondo (e in Italia ce ne sono probabilmente di più che altrove) in cui, chissà perché, ama annidarsi la Magia del Tempo.
Nelle antiche pietre, nelle colonne, nelle logge e negli ombrosi porticati, negli archi che uniscono palazzo a palazzo. Nel cotto sconnesso ma sempre suggestivo dei pavimenti, nei mattoni bruciati da secoli di sole e consumati da migliaia di notti gelide, nell’odore muschiato delle cantine, nella intatta sacralità che compenetra le secolari chiese, anche quelle ormai sconsacrate.
Nei mormorii del vento tra le tegole, nell’abbaiare ostinato di un cane, nelle voci e nelle risate dei bambini che si rincorrono per le strette vie, uguali in tutto e per tutto ai loro coetanei di sei o sette secoli prima di ora.
È potente, la Magia del Tempo. Capace di convincere chi s’imbatte in essa che davvero, almeno per qualche istante, può arrestarsi l’eterno e ineluttabile scorrere dei minuti e delle ore.
Arrivi, ti fermi, ti guardi intorno sorpreso da tanta bellezza e, all’improvviso, si cristallizza la tua vita, fondendosi misteriosamente con quelle che, in quegli stessi luoghi, sono sbocciate, sfiorite e dissolte. Ti attraversano, velocemente sì, ma non abbastanza rapidamente da non lasciare marchi indelebili sulla pelle e nell’anima: le medesime speranze, i dolori, gli innamoramenti, i dubbi e le gioie che, utilizzando come conduttori decine e centinaia di generazioni diverse, sembrano essersi scaricati in quella terra, impadronendosene, così come adesso, seppure per un troppo breve istante, si impossessano di te.
Il quartiere San Pellegrino di Viterbo è uno di questi luoghi, fortunati e arcani. Da tre anni a questa parte, in un connubio tra antico e moderno raramente così armonico e completo, è proprio all’interno delle severe mura che lo circondano che il binomio Andrea Baffo - Filippo Rossi organizza, anno dopo anno, in un’impressionante progressione geometrica di numero di eventi e di importanza degli ospiti, la manifestazione letteraria CaffeinaCultura, giunta con questa alla quarta replica: oltre quindici giorni di eventi celebrati in rapida successione, con gli interventi di personaggi quali Roberto Saviano (cui è stata dedicata -a sorpresa- la serata inaugurale dell’edizione 2010) Margherita Hack, Roberto Vecchioni, Barbara Palombelli, Giorgio Albertazzi, il recentissimo vincitore dello Strega, Antonio Pennacchi, Andrea De Carlo… tanto per citare solo i primi che vengono in mente, ma non necessariamente i più importanti e illustri.
Uno straordinario concentrato di qualità, tra presentazioni di autori e di libri, performances teatrali e concerti, una vetrina di grande respiro culturale attraverso la quale il capoluogo della Tuscia, splendido da visitare e da vivere sia per i suoi tesori artistici e storici che per il clima inclito e per la gustosa cucina locale, mostra al resto d’Italia e del mondo la sua parte migliore: quella di una squisita accoglienza e ospitalità e quella di un amore per tutto ciò che è arte e manifestazione di pensiero, coltivato con grande cura e rispetto.
Ciliegia sulla già succulenta torta del mio viaggio a Viterbo e a questa mia prima partecipazione al festival, l’intervento che ho effettuato ieri sera nel Cortile San Pellegrino (altro ideale covo incantato della Magia del Tempo): cordiale e brillante, Andrea Baffo ha dimostrato di avere colto pienamente l’anima di “Delitti & Diletti” dando luogo a un’intervista, ben presto trasformatasi in un brioso e avvincente dialogo a tutto campo sulla letteratura… e sulla vita, che ha interessato e divertito tutti i presenti. Si è parlato davvero di tutto, con un focus particolare, com’è giusto che sia, sulla debordante personalità del commissario Cardona e sul complesso e intrigante micro mondo di Monteselva, passando per ricordi personali e osservazioni tra le più variegate.
Insomma, una festa nella festa, organizzata alla perfezione dallo staff di CaffeinaCultura (a proposito: un particolare ringraziamento alla graziosa e super-efficiente Gabriella, mia prima “guida” alla città che -insieme a più di 50 altri volontari- cura gli aspetti operativi di questa splendida manifestazione).
Perfettamente logico e conseguente l’augurio sincero che si tratti soltanto dell’inizio di un sempre più stretto dialogo tra Viterbo e Monteselva.
Di sicuro, per quanto mi riguarda più personalmente, convinto come sono da sempre che siano proprio i rapporti umani le cose più importanti e più gustose della vita, l’avvio di una sincera amicizia con Andrea e con CaffeinaCultura.
Insieme alla “povera” ma prelibata minestra ceci e castagne, che per la prima volta ho assaggiato lunedì sera a cena, naturalmente.
Ciao Viterbo! Arrivederci alla prossima occasione!
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Patrizio Pacioni